DOPPIA CITTADINANZA – A sua volta il Console Generale Trombetta ha evidenziato che “l’aumento dell’età media della popolazione italiana crea difficoltà oggettive nell’uso dei mezzi elettronici per il disbrigo delle pratiche, mentre a fronte dell’accresciuta necessità di rapporti in presenza si oppone la realtà della diminuzione da 18 a 10 unità di personale nel giro di un anno e di un solo operatore all’ufficio di stato civile del Consolato di Melbourne che ha il maggior numero di iscritti in Australia”. Nel suo saluto d’apertura il deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi ha ringraziato la vice segretaria Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei, Silvana Mangione, per aver riportato in Australia la Commissione Continentale dopo quasi dieci anni. La Commissione ha concordato con Fedi “sull’esigenza di trovare una soluzione al problema di chi non ha potuto riacquistare la cittadinanza italiana nella finestra di opportunità offerta dalla legge 91/1992, perché l’Australia non ha consentito la doppia cittadinanza fino al 2002 e sull’urgenza di autorizzare i Consolati a vedersi restituire una quota delle percezioni consolari relative a tutti gli atti erogati, non soltanto a quelli relativi al riconoscimento della cittadinanza, per consentire un maggior numero di assunzioni locali, anche nella prospettiva delle prossime elezioni politiche”. La Commissione ha approvato all’unanimità l’OdG contenuto nella convocazione. Il Consigliere Arcobelli, in collegamento Skype dal Texas, ha ricordato la celebrazione della tragedia mineraria di Monongah in Pennsylvania, che ha fatto un numero maggiore di vittime italiane di quella di Marcinelle.

IL PROBLEMA DEI FINANZIAMENTI – La Commissione ha lamentato “i tagli e ritardi di erogazione dei finanziamenti ai Com.It.Es. e le devastanti decurtazioni al bilancio del CGIE, che da anni impediscono il regolare svolgimento di tutte le riunioni tassativamente previste per legge, e attende dai parlamentari eletti all’estero i dati sulle attribuzioni ai capitoli per gli italiani all’estero nella prossima legge di bilancio e chiede il loro impegno nel presentare e far votare i necessari emendamenti”, si legge ancora nella nota.

VOTO ESTERO – Affrontando il tema della modifica alla legge 459/2001 approvata dal Parlamento con la nuova legge elettorale che permette ai residenti in Italia di candidarsi all’estero, la Commissione ha votato l’aggiunta di un’introduzione al documento politico di accompagnamento alla proposta di riforma delle leggi istitutive di Com.It.Es. e CGIE. “È stata recentemente approvata la nuova legge elettorale (Rosatellum bis) che introduce la possibilità per residenti in Italia di candidarsi all’estero, contraddicendo le ragioni etiche, politiche e di diritto alla base della riforma costituzionale che ha introdotto la circoscrizione Estero, cui ha assegnato 18 seggi ripartiti in 12 alla Camera e 6 al Senato – si legge nell’introduzione aggiunta -. La successiva legge 459 del 27 dicembre 2001 sanciva all’art. 8, comma 1b) che i candidati devono essere residenti ed elettori nella relativa ripartizione, garantendo così il principio della rappresentanza diretta degli italiani residenti all’estero e conferendo un mandato territoriale fra elettorato attivo e passivo, uguale a quello previsto dalle leggi elettorali della maggior parte delle democrazie mature, che impongono che il parlamentare eletto in un determinato collegio vi risieda, per poter sostenere con conoscenza di causa le istanze locali e difendere i diritti dei suoi elettori. “È bene ricordare – si legge ancora – che si è giunti a tale assetto di legge per assicurare ‘l’effettività’ dell’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero (Art. 48, comma 2, della Costituzione italiana) garantendo loro con la legge ordinaria la rappresentanza diretta. In alternativa, agli italiani all’estero, fattore vitale di crescita del sistema Italia, si sarebbe dovuto consentire di votare per i collegi di origine e, in parecchie Regioni di grande emigrazione, il loro voto sarebbe diventato determinante nella elezione dei rappresentanti locali. Non si trattava dunque di “discriminazione” a svantaggio della candidabilità dei residenti in Italia, ma di non interferenza nelle scelte degli elettori che vivono entro i confini italiani. L’esperienza 2006 – 2017 della rappresentanza diretta degli italiani residenti all’estero ha messo in luce in parecchi casi il conflitto fra il rispetto del mandato territoriale (un mandato di fatto, se non di diritto) e il dettame dell’Art. 67 della Costituzione: ‘Ogni membro del Parlamento… esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’, principio giustissimo laddove il parlamentare non ha l’obbligo di risiedere nel collegio che lo ha eletto e il cittadino non ha diritto di sceglierlo esprimendo la propria preferenza per l’uno o l’altro candidato, al contrario di quanto invece avviene all’estero. Se in costanza di un rapporto territoriale diretto non sempre si è riusciti a dialogare costruttivamente con i parlamentari eletti all’estero (se non all’avvicinarsi di nuove consultazioni politiche), quale dialogo sarà possibile con chi può contemporaneamente candidarsi in più di un collegio elettorale in Italia e in una ripartizione estera di cui non conosce le comunità né il territorio né le strutture politiche e sociali del paese in cui si fa eleggere? Per tutte queste ragioni, di fronte ad un radicale cambiamento della legge che regola l’elettorato passivo fuori d’Italia, non soltanto è necessario mantenere i primi due livelli della rappresentanza degli italiani all’estero, ma è indispensabile rafforzarne la dignità istituzionale e i compiti, con particolare riguardo al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero”.

PIANO DI LAVORO DEL CGIE – La Commissione ha approvato all’unanimità il Piano di lavoro del CGIE che prevede entro il 2019: lo svolgimento del II Seminario delle Donne italiane all’estero, preceduto, durante la plenaria di novembre 2017, da una breve celebrazione del ventesimo anniversario del primo Seminario (25-26 novembre 1997) in presenza di alcune protagoniste e protagonisti di allora, seguito dal dibattito del CGIE che definirà tempi, modi e contenuti dell’evento; la II Conferenza dei Giovani, la cui indizione sarà chiesta dal CGIE al prossimo Governo; il terzo appuntamento de “L’Europa in movimento”, alla cui organizzazione e finanziamento si era impegnato l’Europarlamento al termine dell’incontro al Senato della Repubblica Italiana nel 2010, ribadendo che questa iniziativa concerne tutti i cittadini europei dovunque vivano nel mondo e non soltanto gli expat all’interno della UE; la terza Assemblea Plenaria della Conferenza permanente Stato – Regioni – Province Autonome – CGIE che dovrà essere convocata dal prossimo Presidente del Consiglio e preparata da subito con la creazione di tavoli di lavoro sui temi di maggiore importanza, promossi dal CGIE con il MAECI con la partecipazione di rappresentanti di tutte le componenti costitutive di tale organismo collettivo. Le combinate conclusioni dei documenti finali di tali eventi offriranno un quadro aggiornato e preciso dei cambiamenti in atto nelle realtà degli italiani all’estero e indicheranno le future linee di intervento.

NUOVI FONDI PER I SERVIZI CONSOLARI – La Commissione ha ringraziato poi Luigi Maria Vignali, Direttore Generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del ministero degli Affari esteri, che ha voluto collegarsi per via telematica, ha ascoltato un breve resoconto della prima giornata dei lavori e ha raccolto gli interventi dei Consiglieri e dei Com.It.Es, affrontando le istanze già sollevate e sottolineando che stiamo attraversando un fase molto importante per gli italiani e le comunità di origine italiana all’estero. Il Direttore Generale ha trasmesso il saluto e l’augurio di buon lavoro del Ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, che si è impegnato a trovare nuovi fondi per i servizi consolari, allo scopo di fornire risorse alla rete accorciando le attese per la concessione dei passaporti e delle prenotazioni di appuntamenti online, per erogare il servizio dovuto agli italiani all’estero. L’aumento della consistenza delle comunità, certificato dalla Migrantes, determina l’esigenza di aumentare i servizi, in particolare per la nuova mobilità italiana, e nei paesi di grandi estensioni territoriali, i cui uffici consolari sono molto distanti l’uno dall’altro. Vignali ha avviato una ricognizione su tutta la rete consolare, da cui è risultato che a fronte di risorse calanti c’è stato un aumento di richieste e produttività, ineguagliabile da parte di aziende private. È in via di predisposizione una APP per informare i nuovi italiani all’estero, il cui flusso deve auspicabilmente diventare circolare, per riportare in Italia gli arricchimenti di sapere acquisiti all’estero ed evitare la perdita secca di risorse umane. A questo si deve unire un canale celere e sicuro di riconoscimento della cittadinanza per gli italodiscendenti che ne fanno richiesta. Grande attenzione dovrà essere data al ruolo fondamentale della stampa e dell’informazione anche online e anche nelle lingue locali, sostenendo modalità di nuova editoria. Vignali ha comunicato che accompagnerà il Sottosegretario di Stato con delega per gli italiani all’estero, Vincenzo Amendola, in una visita ufficiale in Sud Africa.

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